mercoledì 21 marzo 2012

Tre atti e due tempi [Giorgio Faletti]

Un libro sicuramente diverso dai soliti libri di Faletti che per una volta lascia i panni dello scrittore di intricati thriller prediligendo una trama sicuramente più lineare ma ricca di spunti di riflessione.

La storia parla di Siver, ex-carcerato, ex-pugile, vedovo, padre di un figlio,capomagazziniere dello stadio più importante della sua città. Nasce in una famiglia molto umile, non finisce gli studi per abbandonarsi fin da ragazzino al pugilato,sua vocazione e cosa in cui riesce meglio. La sua carriera procede molto rapidamente fino a che, arrivato a un passo dal suo più grande sogno, non viene arrestato per corruzione e finisce in prigione. Proprio qui conosce la sua futura compagna di cui si innamora follemente e una volta uscito la cerca, si sposano e hanno un figlio, la storia non è destinata a durare però e viene interrotta, dopo la nascita del figlio, da una malattia che porterà in poco tempo a far dire addio ai due amanti. Il figlio talento del calcio fin da piccolissimo impegnato nello sport,va via di casa molto presto poco dopo la morte della madre. Il rapporto col padre è pessimo e quasi nulla, tra i due pesa come un macigno il passato da carcerato dell'uomo. 
Al ritorno in città del figlio i destini dei due uomini si riincrociano: il padre scopre che il figlio sta per commettere il suo stesso errore, no, non può proprio lasciarglielo fare. 
E' la partita decisiva, quella che il bomber, figlio di Silver, e altri giocatori hanno venduto. Pensa e ripensa Silver trova il modo di rimediare all'ultimo: racconta tutto al mister per non far i giocatori corrotti e portare a casa una vittoria importantissima per la squadra. Al momento del racconto però i suoi piani vengono sventati da un infarto che colpisce l'allenatore facendolo morire, preso dal panico nasconde il corpo e gli ruba il cellulare e tramite sms dirige lui stesso la partita dando ordini al vice-allenatore.
Il figlio ringrazia il padre, ed è l'unico momento in cui i due uomini hanno un rapporto padre-figlio e non di perfetti estranei.

Il romanzo gira su un importante tema che fa riflettere tantissimo: gli sbagli che facciamo ce li portiamo dietro per tutta la vita. Ogni giorno dobbiamo fare i conti col passato, così come Silvano, detto Silver, ogni giorno faceva i conti col suo passato da carcerato per aver venduto un solo incontro. Non vale dire 'E' solo una volta e poi non lo facio più', anche quella maleddettissima volta può costarvi caro, qualsiasi errore sia. 
Una persona che finisce in carcere ha diritto ad un'altra possibilità? Penso sia un altro spunto di riflessione che Faletti ci offre, e credo che la sua risposta sia del tutto positiva. Il carcere ha (o dovrebbe avere) funzione sì punitiva ma anche quella di rieducare le persone per poi facilitare un loro reinserimento nella società. Eppure molti al giorno d'oggi faticano a fidarsi o a dare lavoro a ex-carcerati, senza dubbio ci sono persone recidive che del carcere non hanno colto la sua funzione vera e propria, ma ci sono anche molte,ma molte persone, come il personaggio di questo romanzo, che sbagliano e capiscono il loro errore e imparano a convivere col senso di colpa per tutta la vita e provano a riscattarsi. Perchè non aprire un pò la mente e provare a dare loro una seconda possibilità? E' vero aprendo un giornale o sentendo la tv si sente parlare quasi solo di crimini e violenze, ma non tutte le pesone sono così, ragioniamo e cerchiamo di conoscere prima di giudicare le persone solo per il loro passato.

Verdetto: Consigliato!

Concludo con un breve passo del libro: " L'esperienza è una cazzata, una cosa che non esiste, un bacio che non sveglia da nessun sonno. E' utile per cambiare una lampadina o imbiancare una stanza o prendere un gatto senza farsi graffiare.
Per il resto, è sempre la prima volta.
L'esperienza serve solo a capire in che modo si soffrirà o quanto soffriranno le persone che hai vicino A renderti conto ce, come quando ti fai la barba, sei solo con il rasoio in mano davanti allo specchio. Ci sono ferite, anche se picccole, che non smettono mai di sanguinare."
[pagg. 10-11]

Un saluto speciale a chi mi ha regalato questo libro e ogni giorno mi dà la possibilità di rimediare ai miei errori, in fondo nessuno è perfetto! Grazie!

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